Le Pajare

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La Pajara è una costruzione rurale realizzata con la tecnica del muro a secco.

Truddu nei dintorni di Lizzano.
Normalmente si tratta di costruzioni isolate nelle campagne, ma ve ne sono anche alcune che sono unite in gruppi di 2 o 3 a formare edifici più complessi. Rappresentano oggi uno degli elementi caratteristici del paesaggio salentino tanto da essere tutelate e valorizzate dalle istituzioni locali.

Si tratta di edifici simili ai più famosi trulli, a forma di tronco di cono, con pianta circolare o quadrangolare e costruiti con pietre ricavate dai terreni circostanti “a secco”, ovvero senza l’aiuto di alcuna malta o sostegno. Le costruzioni presentano di norma un’unica camera senza finestre verso l’esterno. Hanno un notevole spessore, che assicura un ambiente interno fresco anche nei mesi più caldi. I furnieddhi venivano utilizzati come riparo momentaneo o deposito (il nome li fa ritenere originariamente depositi di paglia), ma di fatto sono stati utilizzati per gli usi più diversi, non ultimo come abitazione dei contadini durante il periodo estivo, allorché essi si trasferivano dal centro abitato per ottemperare ai lavori campestri dall’alba al tramonto. Non di rado al loro interno trovano posto rustici caminetti, cisterne e stipi incastonati nei possenti muri.

Furnieddhu
Nell’alto Salento nella zona di Maruggio il termine pajaru denota tuttavia un altro tipo di costruzione, sempre a secco ma dal tetto fatto in fasci di sparto che danno un aspetto molto simile al cottage irlandese. Quelle costruzioni che nel leccese costituiscono i furnieddhi o pajare, in quest’area vengono invece chiamate tròdduri.

Non si conosce con esattezza l’epoca di costruzione. Probabilmente sono stati edificati in periodi successivi a partire dal 1000 d.C. circa, in epoca bizantina, con il materiale di risulta dei lavori di dissodamento dei terreni agricoli, materiale con il quale sono costruiti anche i numerosissimi muretti a secco che recintano quasi tutte le proprietà agricole del territorio in cui si possono ritrovare[1]. Ma non si esclude neppure un’origine in epoca molto più antica, tra il 2000 a.C. e la fine dell’Età del bronzo, come evoluzione di costruzioni megalitiche quali le specchie (Cosimo De Giorgi); altre teorie, avvalorate dalla somiglianza con altre strutture nell’area mediterranea, vogliono la costruzione importata dall’esterno in epoche successive.

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